Commento al Corano: Sura 114 an-Nās, “Gli uomini”
La Sura 114 an-Nās chiude il Corano con un’altra formula di protezione. Il pericolo non viene più descritto attraverso oscurità e nodi, ma come un “sussurratore furtivo” che agisce nei cuori e può appartenere tanto ai jinn quanto agli uomini.
Signore, Re e Dio degli uomini
«Di’: “Mi rifugio nel Signore degli uomini, Re degli uomini, Dio degli uomini, contro il male del sussurratore furtivo, che sussurra nei petti degli uomini, fra i jinn e gli uomini.”» (Corano 114:1-6).
La triplice formula iniziale concentra autorità religiosa e sovranità in Allah. Il pericolo viene invece interiorizzato: il male entra attraverso il suggerimento, il dubbio e la tentazione.
Il “sussurratore” e i jinn
Ibn Kathīr a 114:4-6 identifica il sussurratore con Satana e discute il modo in cui la tentazione agirebbe sul cuore umano; il versetto finale estende però la categoria dei sussurratori anche agli uomini.
Le due sure protettive
Al-Falaq e an-Nās vengono tradizionalmente unite come al-Muʿawwidhatayn, le due sure con cui si cerca rifugio. La loro funzione devozionale è attestata nella tradizione islamica, ma il dato coranico di base rimane la richiesta di protezione contro forme diverse di male.
Conclusione
Il Corano termina non con una legge o un racconto storico, ma con una preghiera contro la minaccia invisibile. Jinn, tentazione e sussurro appartengono pienamente al quadro religioso del testo.
La conclusione della raccolta è coerente con molti dei suoi temi: dipendenza da Allah, realtà del mondo invisibile, pericolo morale e bisogno costante di protezione divina.





Commento al Corano: Sura 5 al-Ma’ida, “La Mensa”, versetti 1-60