La strage di Dhul Khalasa: la Jihad come guerra di aggressione all’infedele

C’era una volta in Yemen una Ka’ba, di nome Dhul Khalasa. Praticamente un’altra Ka’ba, oltre a quella della Mecca, in cui venivano adorati gli idoli. Era chiamata anche Kaaba Al Yamaniya.

Al profeta della “religione” di pace proprio non andava a genio la presenza di questa casetta.
Fu così che, non avendo di meglio a cui pensare, un giorno decise di incaricare Jarir Bin Abdullah (desideroso di guadagnarsi la fiducia del suo caro leader) di distruggerla.
Queste le parole di Maometto rivolte al suo sicario:

“mi allevierai (della presenza) Dhul Khalasa?”. (Sahih Al Bukhari vol.5 n.3823)

Così il buon scagnozzo partì con 150 cavalieri della tribù di Ahmas con cui distrusse Dhul Khalasa uccidendo tutte le persone che venivano trovate, per poi fare ritorno da Maometto e informarlo della missione portata a termine.
Maometto compiaciuto augurò il bene ai suoi “fedeli” jihadisti.

Il profeta ed esempio di musulmano perfetto da cui dover imparare.

La distruzione di Dhul Khalasa e l’uccisione della comunità ivi presente

Sahih Al Bukhari vol.5 n.3823

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