L’islamofobia? È il volere di Allah
Islamofobia: parola magica, etichetta pronta, trucchetto utile per stroncare il dibattito sull’Islam quando la discussione comincia ad avvicinarsi troppo a Corano, hadith, jihad, sharia e trattamento dei miscredenti.
“No all’islamofobia”, dite voi.
Benissimo. Ma allora facciamo una cosa molto semplice: apriamo le fonti islamiche e vediamo se questa famosa paura dell’Islam nasce davvero soltanto nella testa dei critici occidentali, oppure se qualche problemino arriva direttamente dai testi che l’apologetica preferirebbe lasciare chiusi.
Perché il guaio è proprio questo: se per “islamofobia” si intende ogni timore, allarme o diffidenza verso l’Islam, allora qualcuno dovrebbe spiegare perché il Corano e gli hadith parlano apertamente di terrore.
Corano 3:151: Allah getta il terrore nei cuori dei miscredenti
In Corano 3:151 si legge:
“Getteremo il terrore nei cuori dei miscredenti, perché hanno associato ad Allah esseri ai quali Egli non ha dato autorità alcuna. Il Fuoco sarà il loro rifugio. Sarà atroce l’asilo degli empi.”
Curioso, no? Il terrore, qui, non è una fantasia malata dell’“islamofobo” di turno. Non è un’invenzione dei critici dell’Islam. È un effetto attribuito direttamente ad Allah nei confronti dei miscredenti.
Naturalmente l’apologeta correrà subito ai ripari: “contesto storico”, “battaglia”, “guerra”, “VII secolo”, “bisogna interpretare”. Benissimo: interpretiamo pure. Ma interpretare non significa cancellare le parole. E la parola, qui, è terrore.
Sahih al-Bukhari 2977: Maometto e la vittoria tramite il terrore
Il tema non si ferma al Corano. In Sahih al-Bukhari 2977, Maometto afferma:
“Sono stato reso vittorioso tramite il terrore, gettato nei cuori dei nemici.”
Anche qui, niente paura: arriverà il solito libretto delle istruzioni apologetiche. Era guerra. Era deterrenza. Era il contesto. Era un modo di dire. Era una situazione particolare. Era tutto quello che volete.
Ma resta il fatto che in una delle raccolte hadith più autorevoli dell’Islam, Maometto viene presentato come profeta reso vittorioso anche tramite il terrore. Non tramite un equivoco linguistico moderno. Non tramite una cattiva traduzione inventata da qualche “islamofobo”. Tramite il terrore.
Corano 8:60: terrorizzare il nemico di Allah
Ma non è finita. Un altro versetto decisivo è Corano 8:60:
“Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete raccogliere e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro, e altri ancora che voi non conoscete ma che Allah conosce.”
Qui il terrore non è soltanto qualcosa che Allah getterà nei cuori dei miscredenti. Diventa anche l’effetto previsto della preparazione militare della comunità islamica: preparare forza per terrorizzare il nemico di Allah, il vostro nemico e perfino altri nemici che voi non conoscete, ma che Allah conosce.
D’altronde, nel dubbio, la categoria del nemico viene tenuta bella ampia: il nemico di Allah, il vostro nemico, e pure quelli che ancora non conoscete. Una formula elastica, religiosa, militare e potenzialmente preziosa per chi deve sempre trovare un nemico da qualche parte.
Naturalmente anche qui la risposta sarà: “è solo deterrenza”. Certo, il contesto è bellico. Ma questo non elimina il problema: lo precisa. Il testo non parla di meditazione, dialogo interreligioso o laboratorio di convivenza multiculturale. Parla di forza, nemici e terrore.
Corano 8:55: le “peggiori bestie”
Il clima si capisce ancora meglio leggendo pochi versetti prima. In Corano 8:55, infatti, si legge:
“Di fronte ad Allah non ci sono bestie peggiori di coloro che sono miscredenti e che non crederanno mai.”
Prima i miscredenti vengono descritti come le peggiori bestie. Poi si parla di preparare forza per terrorizzare il nemico di Allah. Poi, quando qualcuno nota che questo linguaggio può generare paura, diffidenza o allarme, arriva l’etichetta pronta: “islamofobia”.
Comodo. Ma non molto onesto.
Conclusione: fobia o lettura delle fonti?
La parola islamofobia viene spesso usata come una specie di psicoreato: se critichi l’Islam, se citi il Corano, se riporti gli hadith, se parli di jihad, sharia, miscredenti o apostasia, allora non stai discutendo una dottrina. Sei “fobico”. Hai paura. Sei malato. Fine del dibattito.
Peccato che il Corano e gli hadith non collaborino molto con questa sceneggiatura.
Perché se Allah dice di gettare il terrore nei cuori dei miscredenti, se Maometto afferma di essere stato reso vittorioso tramite il terrore, se il Corano ordina di preparare forza per terrorizzare il nemico di Allah, allora forse non ogni timore verso l’Islam è una fantasia irrazionale.
A volte basta leggere le fonti.
E quando le fonti parlano di terrore, chiamare “islamofobia” chi se ne accorge è solo l’ennesimo trucco per non discutere il contenuto.
