Citazioni sull’Islam: filosofi, storici e scrittori giudicano il Corano e Maometto
Questa raccolta di citazioni sull’Islam riunisce giudizi di filosofi, storici, scrittori, politologi e uomini di Stato sul Corano, su Maometto e sulle conseguenze politiche, giuridiche e culturali della religione islamica. Autori appartenenti a epoche e orientamenti molto diversi hanno individuato temi ricorrenti: la divisione tra credenti e non credenti, il rapporto tra fede e conquista, la sovrapposizione tra autorità religiosa e potere temporale, la condizione femminile e gli effetti dell’Islam sulla libertà politica e sullo sviluppo delle società.
Le citazioni sono organizzate per argomento, in modo da rendere visibile la continuità storica della critica. La presenza di una frase in questa raccolta non dipende dalla fama dell’autore come sostituto delle prove: il suo valore è documentario e mostra come problemi analoghi siano stati riconosciuti, con linguaggi differenti, in secoli e contesti diversi.
Quando il passo proviene da un’opera letteraria, viene indicato il personaggio che parla. Le citazioni tratte da edizioni italiane identificabili vengono conservate nella formulazione pubblicata; quando è stato necessario tradurre direttamente dal testo originale, la traduzione viene espressamente attribuita a Islamicamentando. Eventuali problemi storici, bibliografici o di attribuzione vengono segnalati nelle note.
Islam, potere e guerra
Karl Marx
«Il Corano divide il mondo in credenti e non credenti. I non credenti sono il nemico. L’Islam disprezza le nazioni dei non credenti e crea un continuo conflitto tra i musulmani e i non credenti.»
Giovanni Sartori
«Dal 630 d.C. in avanti la storia non ricorda casi in cui l’integrazione di islamici all’interno di società non islamiche sia riuscita.»
Theodore Roosevelt
«La civiltà europea, americana e australiana esiste solo grazie alle vittorie di uomini civilizzati sui nemici della civiltà, solo grazie alle vittorie susseguitesi da Carlo Martello nell’VIII secolo a Giovanni Sobieski nel XVII. Durante i mille anni inclusi fra le gesta del soldato franco e del re polacco, i cristiani di Asia e Africa si sono dimostrati inabili a portare avanti una guerra fruttuosa con i conquistatori musulmani e, come conseguenza, il cristianesimo è praticamente scomparso dai due continenti; e oggi nessuno può trovare in essi alcun “valore sociale”, nel senso inteso da noi occidentali, all’interno della sfera di influenza dell’Islam. In Europa, in America e in Australia ci sono simili “valori sociali” solo perché i cristiani europei ebbero la forza militare per fare quello in cui i cristiani asiatici e africani fallirono: respingere l’invasore musulmano.»
Samuel P. Huntington
«Le frontiere dell’Islam grondano sangue.»
Winston Churchill
«Quali terribili maledizioni getta il culto di Maometto sui suoi seguaci! Oltre al fanatismo, che in un uomo è pericoloso quanto lo è l’idrofobia in un cane, vi è questa temibile apatia fatalista. Costumi imprevidenti, antiquati sistemi di agricoltura, pigre metodologie di commercio e insicurezza della proprietà esistono ovunque vivano o governino i seguaci del Profeta. Un sensualismo degradato priva questa vita della sua grazia e l’aldilà della sua dignità e santità. Il fatto che nella legge maomettana qualsiasi donna debba appartenere a un uomo come sua proprietà assoluta — sia come figlia, moglie o concubina — rinvia l’estinzione ultima della schiavitù al giorno in cui la fede dell’Islam cesserà di essere un grande potere fra gli uomini.
Individualmente i musulmani possono mostrare splendide qualità. Migliaia divengono soldati della Regina coraggiosi e leali: tutti sanno come morire. Ma l’influenza della religione paralizza lo sviluppo sociale di coloro che la seguono. Al mondo non esiste una forza retrograda più grande. Lontano dall’essere moribondo, il culto di Maometto è una fede proselitizzante e militante. Si è già diffuso attraverso l’Africa centrale, generando guerrieri impavidi a ogni passo; e se non fosse che la cristianità è difesa dalle forti braccia della scienza, la moderna civiltà europea potrebbe cadere, così come cadde la civiltà dell’antica Roma.»
Bertrand Russell
«Il bolscevismo unisce le caratteristiche della Rivoluzione francese a quelle della nascita dell’Islam. Marx ha insegnato che il comunismo è fatalmente destinato ad accadere; ciò causa uno stato d’animo non dissimile da quello dei primi successori di Maometto. […]
Tra le religioni, il bolscevismo deve essere considerato insieme al maomettismo, piuttosto che insieme al cristianesimo e al buddhismo. Le ultime due sono principalmente religioni personali, caratterizzate da dottrine mistiche e amore per la contemplazione. Il maomettanesimo e il bolscevismo sono pratici, sociali, non spirituali, impegnati a conquistare l’impero del mondo.»
Seyyed Hossein Nasr
«L’Islam, essendo la religione dell’unità, non ha mai fatto distinzione, in nessun campo, fra ciò che è spirituale e ciò che è temporale, oppure fra religioso e profano. Il solo fatto che non vi sia neppure un adeguato vocabolo in arabo, persiano o altre lingue dell’Islam per esprimere il concetto di “temporale”, “secolare”, è la prova migliore che l’astrazione corrispondente non esisteva nel pensiero islamico.»
Alexandre Del Valle
«Dopo il totalitarismo rosso, basato sulla lotta di classe, il bruno, sulla lotta delle razze, l’Occidente deve affrontare il totalitarismo verde, colore dell’islamismo, che si fonda sulla lotta tra le civiltà e tra le religioni.»
Il Corano, Maometto e la fondazione religiosa
Francesco Gabrieli
«Il Corano è un insopportabile guazzabuglio.»
Marco Polo
«Non vi meravigliate se i saraceni odiano i cristiani, poiché la maledetta legge che diede loro il profeta Maometto comanda loro di arrecare tutto il male possibile a quanti non seguono la loro fede e di impadronirsi di tutto ciò che possono sottrarre loro; e questo, secondo la loro legge, non è peccato.»
Passo tradizionalmente attribuito a John Quincy Adams
«Nel settimo secolo dell’era cristiana, un arabo errante della stirpe di Agar, unendo le facoltà di un genio trascendente all’energia preternaturale del fanatico e allo spirito fraudolento dell’impostore, si proclamò messaggero del cielo e diffuse desolazione e inganno su una vasta parte della Terra. Dalla sublime concezione della legge mosaica adottò la dottrina di un Dio onnipotente, ma vi legò indissolubilmente l’audace falsità secondo cui egli stesso ne sarebbe stato profeta e apostolo.
Dalla nuova rivelazione di Gesù adottò la fede e la speranza nella vita immortale e nella retribuzione futura, ma le abbassò fino alla polvere, adattando tutte le ricompense e le sanzioni della sua religione alla soddisfazione delle passioni sessuali. Avvelenò alla fonte le sorgenti della felicità umana, degradando la condizione della donna e autorizzando la poligamia; e dichiarò la guerra di sterminio indiscriminato, come parte della propria religione, contro tutto il resto dell’umanità.
L’ESSENZA DELLA SUA DOTTRINA ERA LA VIOLENZA E LA CONCUPISCENZA: ESALTARE LA PARTE BRUTALE DELLA NATURA UMANA AL DI SOPRA DI QUELLA SPIRITUALE. Fra queste due religioni, così contrapposte nei loro caratteri, infuria ormai da dodici secoli una guerra.
La guerra è ancora manifesta. Finché i dogmi spietati e dissoluti del falso profeta continueranno a fornire motivazioni all’agire umano, non potrà esservi pace sulla Terra né benevolenza fra gli uomini.»
Napoleone Bonaparte
«La religione di Gesù deriva dalla morale di Socrate; anche in quell’epoca l’opinione della gente era rivolta verso la concezione di un Dio unico. Ciò che in Maometto è superiore è che, nel lasso di dieci anni, egli conquistò la metà del globo, mentre al cristianesimo sono occorsi trecento anni per affermarsi. La religione di Cristo è troppo sottile per gli orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.»
Victor Hugo
«Morendo, Cristo lascia quattro chiodi, Maometto sette spade.»
Giovanni Papini
«Noi pensiamo che per un generale, che debba combattere, è importante conoscere il numero dei nemici ma più importante ancora conoscerne la filosofia. V’è una grande differenza, difatti, tra il dover combattere un esercito di atei e un esercito di fanatici, e se i nostri generali avessero conosciuto prima le superstizioni mussulmane, avrebbero risparmiate parecchie cartuccie e adoperata molta più corda. Bisogna, dunque, leggere il Corano.»
Manuele II Paleologo
«Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai solo delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva a diffondere la fede per mezzo della spada.»
Francesco De Sanctis
«Schopenhauer dev’essere un testone; ha capito una gran verità, che a propagare una dottrina bisogna innanzi tutto render filosofica la spada. Ha operato più conversioni la sciabola di Maometto, che il nostro gridacchiare in piazza. Una buona piattonata mi farebbe subito gridar: Viva Schopenhauer!»
Voltaire
«Dopo aver ben conosciuto il carattere dei suoi concittadini, la loro ignoranza, la loro credulità e la loro disposizione all’entusiasmo, Maometto comprese di poter diventare profeta. Si propose di abolire il sabeismo, che mescolava il culto di Dio a quello degli astri; il giudaismo, detestato dalle altre nazioni e tuttavia molto diffuso in Arabia; e infine il cristianesimo, che egli conosceva soltanto attraverso gli abusi delle diverse sette diffuse nei Paesi vicini al suo.»
«È probabile che Maometto, come tutti gli entusiasti, violentemente colpito dalle proprie idee, le abbia dapprima comunicate in buona fede; che in seguito le abbia rafforzate mediante sogni; che abbia finito per ingannare se stesso e gli altri; e che abbia infine sostenuto, con artifici divenuti indispensabili, una dottrina che considerava buona. Si trovò così alla testa di quarantamila uomini trascinati dal suo entusiasmo.»
«Fra tutti i legislatori che hanno fondato una religione, Maometto è l’unico ad aver diffuso la propria mediante le conquiste. Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta era stato anche conquistatore.»
Fonte: Voltaire, Essai sur les mœurs et l’esprit des nations, capp. VI-VII. Traduzione italiana di Islamicamentando dal testo francese.
«Impostore macchiato di sangue, che io abiuro per sempre; assassino della mia famiglia, via, quest’ultimo oltraggio mancava alla mia misera condizione e alla tua rabbia. Gran Dio, eccoci dunque giunti a questo! Questo profeta sacro, questo re che ho servito, questo Dio che ho adorato!
Mostro, il cui furore e i cui perfidi complotti hanno trasformato due innocenti in due parricidi; infame seduttore della mia debole inesperienza, ancora sporco del mio sangue, pretendi anche il mio cuore? Ma non hai ancora vinto: il velo è caduto, la vendetta si avvicina.»
Arthur Schopenhauer
«Nel Corano troviamo la forma più squallida e più povera di teismo. Ammettiamo pure che molto sia andato perduto nella traduzione, ma in quest’opera io non sono riuscito a scoprire nemmeno un pensiero dotato di valore.»
Jacob Burckhardt
«Maometto è fanatico all’estremo, ogni libertà in materia di religione lo riempie di sacro furore, e questa è la sua forza principale. Il suo fanatismo è quello di un semplificatore radicale, e come tale del tutto genuino. Era un fanatismo della specie più tenace, la furia dottrinaria, e la sua vittoria fu una delle più grandi vittorie del dottrinarismo e della banalità.»
Donne, famiglia e organizzazione sociale
Alfred de Vigny
«Solo Maometto ha compreso le donne, ammassandole come animali.»
Alexis de Tocqueville
«Molti uomini hanno le quattro donne permesse. Ne risulta naturalmente che molti uomini non hanno donne. Anche il vizio contro natura è frequente.»
«Dopo avere studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l’uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l’Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l’Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso.»
Alexandre Dumas padre
«L’arabo innamorato possiede l’oggetto del suo amore e l’uccide.»
Paul Claudel
«Questi usurai sono dei veri arabi.»
Civiltà, cultura e sviluppo storico
Bassam Tibi
«Anche in Occidente la produzione scientifica aveva inizialmente per destinatario una ristretta élite ma, una volta riconosciuta, essa si è diffusa poco a poco in seno a spazi sempre più vasti della società e, in forma più o meno elaborata, ha finito per far parte del senso comune. Nulla di tutto ciò nel caso del turāth arabo-musulmano: nessuno dei suoi prodotti ha raggiunto quello statuto di cultura di massa che fa sì, per esempio, che si dica del francese che è “cartesiano”.»
Will Durant
«La conquista maomettana dell’India è probabilmente la più sanguinosa della storia. È un racconto scoraggiante, la cui evidente morale è che la civiltà è una cosa precaria: quel delicato complesso di ordine e libertà, cultura e pace può essere in ogni secondo rovesciato da barbari che la invadono o si moltiplicano al suo interno.»
John Wesley
«Da quando la religione islamica ha fatto la sua comparsa nel mondo, i suoi seguaci […] si sono comportati come belve feroci nei confronti delle altre nazioni, aggredendo e dilaniando qualsiasi cosa cadesse nelle loro grinfie ferine e facendola a pezzi con denti d’acciaio. Quante città sono state devastate fin dalle fondamenta, città in cui non resta che il nome; quanti Paesi, un tempo prosperi come il giardino di Dio, sono ormai ridotti a deserti desolati; e quante nazioni, un tempo popolose e potenti, sono scomparse dalla faccia della Terra! Tali sono stati e sono tuttora la violenza, la furia e la vendetta di questi distruttori del genere umano.»
Pietro Citati
Un giorno Allah disse a Davide: «Abbi timore di me come hai timore del feroce leone». Allah è simile al leone per la violenza, lo slancio, la forza, il terrore che incute, e perché agisce come agisce e non se ne preoccupa. Quando ci uccide, il suo cuore non soffre per la nostra morte: se ci risparmia, non lo fa per pietà verso di noi; siamo troppo spregevoli per meritare un suo pensiero. Chi vive contro di lui conosce il fuoco dei carboni ardenti sul petto martoriato. Chi vive insieme a lui è esposto a sventure numerose come i grani di sabbia del deserto, le gocce nel turbine della pioggia, le foglie sui rami. Non finisce di sorprenderci. Dopo averci assalito con la forza del leone, ci inganna con l’astuzia del serpe.
Denis Diderot
«Il Corano è stato il solo libro della nazione araba per molti secoli. Sono stati bruciati gli altri, o perché erano superflui, se vi era ciò che si trovava nel Corano, o perché erano perniciosi, se contenevano qualcosa che non vi era. È stato dopo questo ragionamento che per sei mesi i bagni di Alessandria sono stati riscaldati con le opere dei tempi antichi.»
Gottfried Wilhelm Leibniz
«Lo stato dell’Impero è sconosciuto anche ai ministri; le più semplici nozioni di storia e di geografia sono loro del tutto estranee, e l’ignoranza e la barbarie regnano ovunque. Non troverete sulle navi turche una sola carta nautica di cui un abile pilota oserebbe fidarsi. Questo Paese è in qualche modo la patria delle tenebre e della barbarie; e il sultano, affogato anch’egli nell’ignoranza, trascina sul trono, fra schiere di donne e di eunuchi, la sua esistenza sardanapalesca.»
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
«L’astrazione dominava i maomettani; il loro scopo era di far prevalere il culto astratto, e vi hanno teso con il più grande entusiasmo. Questo entusiasmo era fanatismo, cioè entusiasmo per un’astrazione, per un’idea astratta, che ha un’attitudine negativa rispetto all’esistente.»
Claude Lévi-Strauss
«Perché l’arte musulmana sprofonda completamente dal momento stesso in cui smette di essere al suo apogeo? Passa di colpo dai palazzi al bazar. Non è una conseguenza del ripudio delle immagini? L’artista, privato di ogni contatto con la realtà, perpetua una convenzione tanto esangue che non può essere rinvigorita né fecondata. O è sostenuta dall’oro o crolla.»
Joseph Ernest Renan
«Ho spesso pensato che un europeo abile, che parlasse l’arabo e raccontasse una storiella in base alla quale la sua discendenza si collega in un modo o nell’altro a un ramo della famiglia del Profeta, e che predicasse una dottrina d’eguaglianza e fratellanza, così suscettibile di essere ben compresa e accettata dagli arabi, potrebbe, con otto o diecimila uomini, conquistare l’Oriente musulmano e ritrovarsi a capo di un movimento paragonabile a quello dell’islamismo.»
Gustave Flaubert
«Mandiamo contro i musulmani soldati e cannoni. È di un Voltaire che avrebbero bisogno.»
Antonio Gramsci
«Il legame tra gli intellettuali dell’Islàm e il popolo divenne solo il “fanatismo”, che non può essere che momentaneo, limitato, ma che accumula masse psichiche di emozioni e di impulsi che si prolungano in tempi anche normali.»
Barthold Georg Niebuhr
«I maomettani forse credono, come è stato sottolineato da alcuni viaggiatori, che gli angeli abitino nelle loro barbe. È certo che quando qualcuno, dopo essersi lasciato crescere la barba, se la taglia, può essere severamente punito. Credo che a Bassora, secondo la legge, vengano comminati non meno di trecento colpi di bastone, se il denaro non placa la giustizia.»
Gregorio Palamas
«Questi individui infami, spregevoli e maledetti da Dio si vantano di avere avuto il meglio dei romani, vale a dire dei bizantini, grazie al loro amore per Dio. […] Essi vivono di arco, spada e dissolutezze, godendo nel ridurre i nemici in schiavitù, votandosi all’omicidio, al saccheggio e alla distruzione […] e, non contenti di commettere crimini del genere, credono persino — quale aberrazione! — che Dio li approvi.»
Rappresentazioni letterarie dell’Islam e degli arabi
I passi seguenti sono conservati per il loro valore nella storia della rappresentazione letteraria. Quando le parole appartengono a un personaggio, non vengono presentate come se fossero una dichiarazione saggistica diretta dell’autore.
Fëdor Dostoevskij
«Mettiamo anche solo i legislatori e gli orientatori dell’umanità, a partire dagli antichi, continuando con i vari Licurgo, Solone, Maometto, Napoleone e così via, tutti fino all’ultimo erano delinquenti, […] e tuttavia non si sono fermati davanti al sangue, se solo il sangue, alle volte del tutto innocente, poteva esser loro d’aiuto. È persino sorprendente che una gran parte di questi benefattori e orientatori dell’umanità siano stati massacratori particolarmente terribili.
Oh, come capisco bene il “Profeta”, con la scimitarra, a cavallo: “Allah ordina, e tu obbedisci, tremante creatura”. Ha ragione, ha ragione il “profeta” quando mette nel mezzo di una strada a caso una buo-o-ona batteria, e colpisce il giusto e il colpevole, senza nemmeno degnarsi di dare una spiegazione! Obbedisci, tremante creatura, e non desiderare, perché questo non è compito tuo!»
Franz Kafka
«“Signore”, gridò, e tutti gli sciacalli ulularono in lontananza; si sarebbe potuto credere a una qualche melodia; “signore, bisogna che tu metta fine alla disputa che divide il mondo. Erano tuoi i tratti di colui che l’avrebbe fatto, secondo la descrizione dei nostri anziani. Bisogna che gli arabi ci lascino in pace; vogliamo un’aria respirabile, un orizzonte che sia ripulito da loro; non vogliamo più sentire i gemiti dei vitelli sgozzati in Arabia; che tutti gli animali possano morire in pace!”»
Conclusione
Queste citazioni sull’Islam mostrano che la critica alla religione fondata da Maometto non è un prodotto recente né appartiene a una sola corrente politica o filosofica. Nei testi raccolti ritornano, attraverso molti secoli, la centralità della conquista, la difficoltà di separare la religione dal potere, la subordinazione della donna, l’opposizione tra credenti e non credenti e il peso attribuito alla legge religiosa sull’organizzazione della società.
Non tutte le formulazioni hanno la stessa natura documentale: alcune sono giudizi storici e politici espliciti, altre provengono da opere letterarie, altre ancora sono tramandate come attribuzioni la cui fonte primaria deve essere precisata. Questa distinzione non attenua la critica. Al contrario, impedisce che il contenuto dei passi più solidi venga eluso sfruttando un riferimento debole, una traduzione discutibile o una nota bibliografica incompleta.
Una raccolta anti-islamica professionale deve conservare fedelmente le parole degli autori e le traduzioni italiane provenienti da edizioni identificabili. Quando non è disponibile una traduzione editoriale accertata, è preferibile tradurre direttamente dal testo originale e dichiarare con trasparenza la provenienza della nuova resa italiana. Gli errori di una vecchia trascrizione anonima non devono essere scambiati per caratteristiche dell’opera o dell’autore.
Il rigore non rappresenta una concessione all’Islam. Al contrario, rende la critica più autorevole, più resistente e molto più difficile da liquidare mediante obiezioni secondarie sulla traduzione, sull’attribuzione o sulla bibliografia.










questo blog fa schifo, faresti meglio a chiuderlo e cancellarlo.
Ci dispiace che non le piaccia. Se ha qualche suggerimento potrebbe aiutarci a migliorarlo.
Faresti meglio tu a lavarti il cervello nella speranza che qualche neurone ti funzioni ancora
Tu invece anonimo faresti meglio a non dare questi consigli, a lasciar parlare gli altri, e se non ti piace quello che senti o leggi, ad andartene da qualche altra parte. Sia virtualmente che fisicamente
Citazioni molto interessanti. Una sola osservazione, avete messo la foto di Rousseau al posto di quella di Diderot.
Grazie molte. Adesso dovrebbe essere ok.