Apostasia: cosa prescrive la scuola Hanafita

In questo articolo avevamo in precedenza spiegato quale fosse il provvedimento da adottare verso gli apostati (Murtadd) dell’islam secondo la scuola di giurisprudenza (Madhab) Malikita. Questo è dovuto all’esigenza di confutare la tesi pressapochista che prevede che certi provvedimenti giudicati “estremi” secondo il nostro modo di pensare siano soltanto dovuti ai “soliti wahabiti che hanno distorto l’Islam”.

Per non venir meno alla nostra serietà, intendiamo mostrare anche la linea delle altre scuole di diritto islamico (chiamato Fiqh) sempre riguardo al trattamento riservato a coloro che lasciano o intendono lasciare l’Islam.

D’altronde sentiamo sempre dire che “l’Islam non è un monolite”, dunque procediamo esaminando la scuola Hanafita.

Abbiamo preso come riferimento il manuale di giurisprudenza di Al Quduri chiamato Mukhtasar, uno dei manuali più importanti di questo Madhab. Il suddetto manuale è facilmente reperibile e acquistabile, anche in formato elettronico.

Riguardo coloro che lasciano l’Islam, uomini e donne si legge:

Quando un musulmano rinnega l’Islam, l’Islam viene presentato a lui. Se ha dubbi sull’Islam, l’Islam gli viene spiegato. Se i dubbi persistono (questo lo si legge nella nota, ndr), egli viene imprigionato per tre giorni. Se accetta l’Islam, questo è meglio per lui altrimenti viene giustiziato. Se qualcuno lo uccide prima che gli venga presentato l’Islam, ciò è riprovevole ma non c’è nessun capo di accusa verso l’uccisoreRiguardo le donne che rinnnegano l’Islam, esse non vengono uccise ma restano in prigionia fino a quando non diventano musulmane.

La spiegazione prosegue con una lista di norme sul come gestire i beni del rinnegato. Non troviamo particolarmente interessante la questione, ma c’è un punto che invece è il caso di evidenziare poiché riguarda gli schiavi dell’apostata rimasti a casa dopo che il loro padrone è scappato per salvarsi la pelle. Contrariamente a chi sostiene che l’Islam abbia liberato la gente dalla schiavitù, abbiamo conferma che la via migliore per liberare gli schiavi sia invece rigettare l’Islam. È ironico il fatto che a stabilirlo sia addirittura un manuale di diritto islamico:

Se è scappato come rinnegato verso un territorio nemico e il giudice ha ufficialmente dichiarato la sua rimozione (dalla comunità islamica): i suoi schiavi che avrebbero dovuto essere liberati alla sua morte e le schiave con cui lui ha avuto figli vengono liberati.

È il caso di dirlo: stare lontani dall’Islam, mentalmente ma anche geograficamente, è l’unica strada che porta alla libertà. Di tutti.

 

Mukhtasar, Al Quduri – cap. 59

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *