Allah loves LGBT… tranne quando prese di mira Iblis, il demone bisex-ermafrodita
Una delle storie più bizzarre e confuse che si trovano nel Corano è quella di Iblis e della sua cacciata dal regno di Allah. Iblis è Shaytan/Satana secondo la tradizione islamica: il grande ribelle, il tentatore, il capo dei shayatin, cioè dei demoni, colui che viene maledetto da Allah ma al quale Allah concede, con sorprendente generosità amministrativa, una dilazione fino al Giorno del Giudizio. In pratica: “sei maledetto, vattene, ma puoi continuare a lavorare indisturbato fino alla fine del mondo”. Un piano di sicurezza cosmica davvero impeccabile.
Il dettaglio più imbarazzante arriva nel Tafsir al-Qurtubi su Corano 18:50: per spiegare la “discendenza” di Iblis, la tradizione esegetica islamica conserva anche racconti su autoaccoppiamento, doppia anatomia sessuale e uova demoniache. Non è satira nostra: è tafsir.
Questa storia, come altre, viene ripetuta più volte nel Corano in diversi capitoli: sure 2, 7, 15, 17, 18, 20 e 38. Il motivo di tutte queste ripetizioni non è chiarissimo. Forse Allah temeva che una sola versione non bastasse a creare abbastanza confusione.
In verità vi abbiamo creati e plasmati, quindi dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”. Si prosternarono ad eccezione di Iblîs, che non fu tra i prosternati. Disse [Allah]: “Cosa mai ti impedisce di prosternarti, nonostante il Mio ordine?”. Rispose: “Sono migliore di lui, mi hai creato dal fuoco, mentre creasti lui dalla creta”.
“Vattene! – disse Allah – Qui non puoi essere orgoglioso. Via! Sarai tra gli abietti”.
“Concedimi una dilazione – disse – fino al Giorno in cui saranno risuscitati”.
“Sia – disse Allah – ti è concessa la dilazione”.
Disse [Iblis]: “Dal momento che mi hai sviato, tenderò loro agguati sulla Tua Retta via, e li insidierò da davanti e da dietro, da destra e da sinistra, e la maggior parte di loro non Ti saranno riconoscenti”.
“Vattene – disse [Allah] – scacciato e coperto di abominio. Riempirò l’Inferno di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito”.
[E disse]: “O Adamo, abita il Paradiso insieme con la tua sposa; mangiate a vostro piacere ma non avvicinatevi a questo albero, ché allora sareste tra gli ingiusti”.
Satana li tentò per rendere palese [la nudità] che era loro nascosta. Disse: “Il vostro Signore vi ha proibito questo albero, affinché non diventiate angeli o esseri immortali”.
Con l’inganno li fece cadere entrambi. Quando ebbero mangiato [dei frutti] dell’albero, si accorsero della loro nudità e cercarono di coprirsi con le foglie del Giardino. Li richiamò il loro Signore: “Non vi avevo vietato quell’albero, non vi avevo detto che Satana è il vostro dichiarato nemico?”.
Dissero: “O Signor nostro, abbiamo mancato contro noi stessi. Se non ci perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti”.
“Andatevene via – disse Allah – nemici gli uni degli altri! Avrete sulla terra dimora e godimento prestabilito. Di essa vivrete – disse Allah – su di essa morrete e da essa sarete tratti”. Corano 7:11-25
Quello che colpisce prima di tutto è la dinamica, così come la natura di Iblis, colui che fu probabilmente la prima vittima di discriminazione da parte di Allah. L’episodio si svolge dopo la creazione di Adamo, quando Allah ordina agli angeli di inchinarsi davanti al primo uomo. Gli angeli obbediscono, tuttavia Iblis non fa quanto richiesto.
Effettivamente non aveva nemmeno molto senso che Iblis si inchinasse, poiché egli era un jinn, come dice espressamente Corano 18:50, ovvero uno di quegli esseri che nell’islam vengono creati dal fuoco. Che colpa aveva Iblis se l’ordine era rivolto agli angeli e lui era invece un jinn? Cosa c’entrava lui? Era lì come consulente esterno? Era stato inserito per errore nella mailing list celeste?
E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo”, si prosternarono, eccetto Iblis. Era uno dei jinn e si ribellò all’ordine del suo Signore. Prenderete dunque lui e la sua discendenza come alleati invece di Me, mentre essi sono vostri nemici? Che pessimo scambio per gli ingiusti! Corano 18:50
Qui il Corano crea due problemi al prezzo di uno. Primo: l’ordine viene dato agli angeli, ma viene punito un jinn. Secondo: il versetto parla della discendenza di Iblis. E se Iblis ha una discendenza, qualcuno dovrà pur spiegare da dove arrivino questi piccoli shayatin. Il Corano lancia il problema; il tafsir islamico, con la sobrietà di un manuale medievale di zoologia satanica, prova a risolverlo.
Vediamo già molta confusione nel classificare Shaytan come angelo oppure come jinn/demone, non a caso nel mondo islamico la questione ha prodotto discussioni esegetiche: Iblis era un angelo? Era un jinn tra gli angeli? Era il padre dei jinn? Era un’eccezione? Era semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato? Una discussione critica utile si trova anche su Answering Islam. Tuttavia non è l’obiettivo principale di questo articolo soffermarsi sulla presunta natura di Shaytan come angelo proveniente dalla luce o jinn proveniente dal fuoco. Il punto qui è ancora più pittoresco: la sua discendenza.
La vicenda prosegue con Allah che, adirato, chiede a Iblis il motivo del suo rifiuto. Iblis sostiene di non essere tenuto a prosternarsi davanti a una creatura fatta di argilla, perché lui sarebbe stato creato dal fuoco. Questo atteggiamento, dal punto di vista islamico, sarebbe persino sensato: dopotutto un musulmano non dovrebbe adorare né prosternarsi davanti ad altri se non Allah. Ma qui Allah sembra non cogliere fino in fondo il Tawhid: pretende che Iblis si inchini davanti ad Adamo, poi si arrabbia quando Iblis si rifiuta.
Allah intima a Iblis di andarsene dal paradiso. Iblis, invece di essere eliminato, annientato o semplicemente neutralizzato, chiede una “dilazione” fino al Giorno della Resurrezione. E Allah gliela concede. Senza un motivo particolarmente chiaro. Iblis allora, invece di ringraziare e tenere la bocca chiusa, informa Allah del suo programma: tenderà agguati agli uomini, li insidierà da ogni lato e cercherà di allontanarli dalla retta via. Allah, avvisato preventivamente del progetto criminale, non lo blocca. Si limita a cacciarlo di nuovo, come se il primo sfratto non fosse andato a buon fine.
Quindi tutto è risolto?
Assolutamente no, perché Iblis stranamente si trovava ancora lì e induce Adamo ed Eva al peccato, spingendoli a mangiare il frutto proibito. La storia si conclude con la cacciata di Adamo ed Eva. Non si capisce come mai Iblis sia stato capace di agire su Adamo ed Eva nonostante poco prima fosse stato cacciato da Allah.
Allah inoltre non sembra considerare bene la dinamica dell’incidente: Adamo ed Eva vengono effettivamente traviati da quello stesso Shaytan che aveva appena promesso disordine, agguati e tentazione. Sembra quasi che Allah non sia riuscito davvero a cacciare Iblis dal paradiso, oppure che il paradiso avesse una sicurezza interna meno efficiente di un supermercato di provincia.
Se la storia appare già poco sensata di suo, diventa ancora più bizzarra quando si cerca di capire chi fosse Iblis e soprattutto come potesse avere una discendenza. Perché Corano 18:50 non si limita a dire che Iblis era uno dei jinn: parla anche di lui e della sua progenie. E qui nasce la domanda: con chi si sarebbe riprodotto Iblis? Aveva una moglie? Una compagna? Un reparto maternità infernale? Un ufficio anagrafe dei demoni? Un programma di fecondazione assistita gestito dagli shayatin?
Iblis è Shaytan, capo o progenitore dei demoni diffusi sulla terra, ma nel tafsir islamico compare anche come creatura dotata di una modalità riproduttiva decisamente singolare: autoaccoppiamento, doppia anatomia sessuale e uova demoniache. Il problema nasce proprio da Corano 18:50. Allah parla di Iblis e della sua “discendenza”. Ma se Iblis era il primo grande Shaytan, da dove vengono i suoi discendenti?
Il problema viene risolto brillantemente, si fa per dire, nel Tafsir di al-Qurtubi su Corano 18:50. Per completezza, si può consultare anche la vecchia pagina araba del Tafsir al-Qurtubi su quran.ksu.edu.sa. Non stiamo parlando di una barzelletta inventata da qualche “islamofobo” annoiato: stiamo parlando di materiale riportato dentro un grande commentario islamico classico nel tentativo di spiegare la “discendenza” di Iblis.

Tafsir al-Qurtubi su Corano 18:50: la discussione sulla discendenza di Iblis
Nel commento di al-Qurtubi viene prima riportato un aneddoto attribuito ad al-Sha‘bi. Un uomo gli avrebbe chiesto se Iblis avesse una moglie. La risposta iniziale è quasi perfetta: “Non ho assistito a quel matrimonio”. Una risposta onesta, se non altro: nessun invito, nessuna lista nozze, nessuna bomboniera satanica. Poi però, ricordando il versetto “lui e la sua discendenza”, conclude che una discendenza presuppone una moglie. Siamo già all’ufficio anagrafe dell’inferno: stato civile di Satana, certificato matrimoniale, reparto nascite.
Ma il tafsir non si ferma qui. Riporta poi la tradizione attribuita a Mujahid:
وقال مجاهد : إن إبليس أدخل فرجه في فرج نفسه فباض خمس بيضات ; فهذا أصل ذريته.
Disse Mujahid: Iblis inserì il proprio organo nel proprio organo e depose cinque uova; questa fu l’origine della sua discendenza.
Già qui basterebbe chiudere il libro, guardare il soffitto e chiedersi se per caso non si stia leggendo un commentario coranico o un bestiario medievale sfuggito di mano. Ma al-Qurtubi riporta anche un’altra versione, ancora più dettagliata:
وقيل : إن الله – تعالى – خلق له في فخذه اليمنى ذكرا وفي اليسرى فرجا ; فهو ينكح هذا بهذا ، فيخرج له كل يوم عشر بيضات ، يخرج من كل بيضة سبعون شيطانا وشيطانة ، فهو يخرج وهو يطير
Si disse: Allah l’Altissimo gli creò sulla coscia destra un organo maschile e sulla sinistra un organo femminile; egli accoppia questo con quello, e ogni giorno gli escono dieci uova. Da ogni uovo escono settanta demoni e demoniesse, ed essi escono volando.
Dunque, secondo questa tradizione, Iblis non avrebbe semplicemente “figli” in senso generico: avrebbe una produzione quotidiana. Dieci uova al giorno. Settanta demoni e demoniesse da ogni uovo. Un allevamento avicolo satanico in piena regola. Mancano solo il timbro halal, il codice a barre e la certificazione del Ministero degli Affari Religiosi.
Naturalmente, per correttezza, va detto che nello stesso passo al-Qurtubi riporta anche opinioni più prudenti. Alcuni dissero che Iblis non avrebbe figli biologici e che la sua “discendenza” indicherebbe semplicemente i suoi aiutanti tra i demoni. Al-Qushayri aggiunge che Allah informa dell’esistenza di seguaci e discendenza di Iblis, ma che non è stabilita con certezza la modalità della loro generazione; perciò, in assenza di una trasmissione autentica, bisognerebbe sospendere il giudizio.
Benissimo. Questa è la parte ragionevole. Ma proprio qui sta il punto: il materiale grottesco non lo stiamo inventando noi. Non è una caricatura occidentale, non è un meme ateo, non è una vignetta anticlericale. È materiale riportato dentro un grande commentario islamico classico nel tentativo di spiegare una parola del Corano: “discendenza”. Il Corano apre il problema; il tafsir risponde, tra le varie opzioni, con Iblis che si autoaccoppia e depone uova. Una soluzione raffinata, se per “raffinata” intendiamo una scena da pollaio demoniaco.
A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “Ma al-Qurtubi riporta opinioni, non è detto che le approvi tutte”. Verissimo. Infatti non stiamo dicendo che al-Qurtubi abbia trasformato l’autoaccoppiamento di Iblis in articolo di fede. Stiamo dicendo qualcosa di più semplice e più imbarazzante: queste spiegazioni circolavano, venivano trasmesse e furono ritenute degne di essere riportate in un commentario classico per spiegare il Corano. La domanda non è solo “ci credeva al-Qurtubi?”, ma anche: che tipo di materiale esegetico è stato conservato per spiegare la discendenza di Iblis?
Il tema della rete demoniaca di Iblis non è comunque marginale nella tradizione islamica. In Sahih Muslim 2813b, Iblis pone il suo trono sull’acqua e manda le sue truppe a provocare fitna; il più apprezzato da lui è quello che riesce a separare marito e moglie. Questo hadith non parla delle uova di Iblis, ovviamente, ma mostra che l’idea di Iblis come capo di una rete organizzata di demoni tentatori appartiene pienamente all’immaginario islamico. Il tafsir, poi, prova a spiegare anche la filiera produttiva. Ed ecco comparire organi doppi, autoaccoppiamento e uova.
A questo punto torna utile la vecchia domanda: se Iblis era già stato cacciato, perché riesce ancora a tentare Adamo ed Eva? Se era un jinn, perché viene coinvolto in un ordine rivolto agli angeli? Se Allah sapeva che avrebbe tentato l’umanità, perché gli concede una dilazione fino alla fine dei tempi? E se la “discendenza” di Iblis è problematica, perché la tradizione esegetica finisce per conservarci racconti in cui Satana diventa una creatura auto-fecondante che produce uova demoniache?
Nel nostro piccolo ci permettiamo quindi di mantenere la vecchia provocazione: forse Allah aveva preso di mira Iblis proprio per la sua natura particolare, o forse gli stava semplicemente antipatico e cercava un pretesto per assillarlo. Dopotutto, dopo aver letto il tafsir sulla natura auto-fecondante di Iblis e sulla sua incredibile tecnica riproduttiva, questa spiegazione non appare poi molto più assurda del resto.
Discriminazione sessuale nel regno di Allah? Forse. Confusione narrativa? Sicuramente. Mitologia grottesca conservata nei commentari islamici? Senza dubbio.
La conclusione è semplice: non serve inventare satira contro l’islam. Spesso basta leggere le sue fonti. Il Corano parla della discendenza di Iblis; il tafsir islamico prova a spiegare da dove venga; alcune risposte finiscono per descrivere Shaytan come una creatura auto-fecondante dotata di organi doppi e produttrice di uova da cui nascono demoni maschi e femmine. A quel punto la satira non la facciamo noi. Si scrive da sola, in arabo classico.
Siamo proprio sicuri che “Allah loves equality”?
Fonti:
- Corano 7:11-25 – racconto della prosternazione davanti ad Adamo, rifiuto di Iblis e tentazione di Adamo ed Eva.
- Corano 18:50 – Iblis come jinn e riferimento alla sua discendenza.
- Tafsir al-Qurtubi su Corano 18:50 – discussione sulla discendenza di Iblis, incluse le tradizioni sull’autoaccoppiamento e sulle uova demoniache.
- Tafsir al-Qurtubi su quran.ksu.edu.sa – pagina araba tradizionalmente usata per il passo su Corano 18:50.
- Sahih Muslim 2813b – Iblis, il suo trono sull’acqua e le sue truppe tentatrici.
- Answering Islam – discussione critica sulla natura di Iblis come angelo o jinn.
Link interno consigliato: per altri articoli di analisi coranica vedere Islam 101 – Commento al Corano.

Però io non capisco, perché saltate la parte in cui Iblis ha detto che è superiore all’uomo se è quella la prima discriminazione/offesa? Iblis ha offeso gli altri solo perché sono fatti di altro materiale, è allora? Io e gli animali siamo diversi, ma non mi considero superiore a loro. Il primo a discriminare è lui, anche se è un Jinn.
1) allora, Iblis era un angelo, uno dei migliori che per orgoglio si è rifiutato di prosternarsi e per questo è stato trasformato in jinn