Commento al Corano: Sura 75 al-Qiyāmah, “La risurrezione”
La Sura 75 al-Qiyāmah difende la resurrezione corporea, descrive il giudizio e contiene un passaggio importante sulla formazione e recitazione del Corano: Maometto viene invitato a non muovere troppo rapidamente la lingua perché Allah si assumerebbe il compito di raccogliere, recitare e spiegare il testo.
Allah ricomporrà perfino le dita – Corano 75:1-4
«L’uomo pensa forse che non riuniremo le sue ossa? Sì, siamo capaci perfino di ricomporre le sue estremità delle dita.» (Corano 75:3-4).
Il versetto viene talvolta presentato come miracolo scientifico sulle impronte digitali. Ma il testo non parla di impronte, unicità biometrica o identificazione personale: afferma che Allah sarebbe capace di ricostruire perfino le dita, cioè una parte minuta del corpo.
Leggere la dattiloscopia moderna in 75:4 significa aggiungere un contenuto che il versetto non esprime.
Ibn Kathīr a Corano 75:4 interpreta il passo come affermazione della capacità di Allah di ricostruire perfino le estremità delle dita nella resurrezione. Non vi compare alcuna teoria sull’unicità delle impronte digitali: quella associazione appartiene all’apologetica moderna.
L’uomo vuole continuare a peccare – Corano 75:5-15
Il Corano interpreta la domanda “quando sarà il Giorno della Resurrezione?” non come semplice dubbio intellettuale, ma come desiderio di continuare a peccare davanti a sé.
La psicologia del dissenso viene quindi ancora una volta moralizzata: la contestazione escatologica viene ricondotta alla volontà di trasgredire.
Sole e luna riuniti, fuga impossibile – Corano 75:6-15
Nel Giorno del Giudizio la vista sarà abbagliata, la luna oscurata e sole e luna saranno riuniti. L’uomo cercherà una via di fuga ma non ne troverà.
Il linguaggio è apocalittico, non una previsione astronomica misurabile.
“Non muovere la lingua”: Allah raccoglie e spiega il Corano – Corano 75:16-19
«Non muovere la lingua per affrettarti con esso. Spetta a Noi raccoglierlo e recitarlo. Quando lo recitiamo, segui la sua recitazione. Poi spetta a Noi spiegarlo.» (Corano 75:16-19).
Il passaggio presenta una rivelazione ricevuta progressivamente: Maometto tenta di anticipare o ripetere la recitazione, mentre Allah promette di garantirne raccolta e spiegazione.
È importante non trasformare automaticamente “raccoglierlo” nella descrizione dettagliata della successiva codificazione materiale del muṣḥaf. Nel contesto si parla della ricezione e recitazione del messaggio da parte di Maometto.
Il contesto tradizionale è attestato in Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 4929: Ibn ʿAbbās racconta che Maometto muoveva lingua e labbra durante la ricezione della rivelazione e che 75:16-19 gli avrebbe ordinato di ascoltare, affidando ad Allah la raccolta e la recitazione. Il report sostiene quindi una lettura legata alla ricezione orale, non alla successiva redazione materiale del codice coranico.
Volti luminosi e volti cupi – Corano 75:20-25
I credenti guarderanno verso il loro Signore, mentre altri volti saranno cupi aspettandosi una calamità. La tradizione teologica sunnita ha usato 75:22-23 anche nel dibattito sulla visione di Allah nell’Aldilà.
La morte alla clavicola – Corano 75:26-30
Il momento della morte viene descritto attraverso l’anima che giunge alle clavicole e la ricerca impossibile di qualcuno che possa guarire. L’uomo comprende che è la separazione definitiva.
Da una goccia ai due sessi – Corano 75:36-40
Il capitolo termina richiamando l’origine dell’uomo da una goccia emessa, poi trasformata e formata, e la creazione del maschio e della femmina. Da questa prima creazione il testo deduce la capacità divina di risuscitare i morti.
Il ragionamento resta teologico: se si concede che Allah abbia prodotto la prima creazione, la seconda diventa possibile. Ma la premessa non viene dimostrata dalla semplice osservazione dello sviluppo umano.
Conclusione
La Sura 75 difende la resurrezione attraverso immagini del corpo e della prima creazione. Il famoso riferimento alle dita non parla di impronte digitali e non costituisce una scoperta biometrica anticipata.
Il passaggio 75:16-19 è invece documentariamente molto importante: mostra Maometto durante la ricezione della recitazione e attribuisce ad Allah il compito di raccoglierla, farla recitare e spiegarla. È una finestra sul modo in cui il Corano rappresenta il proprio processo di rivelazione.





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