Pene corporali islamiche: amputazione di mani e piedi nel Corano e negli Hadith

Pena islamica amputazione

Tra le pene corporali islamiche più dure e controverse vi è senza dubbio l’amputazione di mani e piedi. Non si tratta di una leggenda anti-islamica, né di una deformazione polemica moderna: il tema compare direttamente nel Corano e viene ripreso in numerosi Hadith, cioè nelle tradizioni attribuite a Maometto e considerate autorevoli all’interno dell’Islam tradizionale.

Le fonti islamiche classiche distinguono principalmente due ambiti: da una parte il furto, per il quale il Corano prevede il taglio della mano; dall’altra la cosiddetta guerra contro Allah e il Suo Messaggero, associata a pene ancora più estreme, tra cui uccisione, crocifissione, esilio e taglio di mano e piede da lati opposti.

Queste pene rientrano nel quadro delle ḥudūd, cioè le pene considerate fissate da Allah per determinati reati. In particolare, il taglio della mano per furto è collegato al reato di sariqa, mentre il taglio di mano e piede da lati opposti, insieme a uccisione, crocifissione o esilio, è collegato al reato di ḥirāba, cioè brigantaggio, rapina armata o guerra contro Allah e il Suo Messaggero.

Questo articolo raccoglie alcuni passi fondamentali del Corano e degli Hadith relativi all’amputazione nell’Islam, mostrando come tale pena faccia parte del patrimonio normativo e narrativo islamico tradizionale.

Amputazione nell’Islam: il fondamento coranico

Il primo punto da chiarire è che l’amputazione non nasce da interpretazioni secondarie o da eccessi successivi. Il riferimento alla pena corporale è presente già nel testo coranico.

Corano 5:33: mani e piedi tagliati da lati opposti

Corano 5:33

La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso.

Questo versetto è particolarmente importante perché non parla semplicemente del taglio della mano al ladro, ma prevede un ventaglio di pene molto severe: uccisione, crocifissione, amputazione incrociata ed esilio. La formula “mano e gamba da lati opposti” indica, secondo la lettura tradizionale, il taglio della mano destra e del piede sinistro, oppure viceversa.

Corano 5:38: il taglio della mano al ladro e alla ladra

Corano 5:38

Tagliate la mano al ladro e alla ladra, per punirli di quello che hanno fatto e come sanzione da parte di Allah. Allah è eccelso, saggio.

Il versetto è esplicito: per il ladro e la ladra viene prevista l’amputazione della mano come sanzione stabilita da Allah. Per questo motivo, nella giurisprudenza islamica classica, il furto rientra tra i reati soggetti alle pene hudud, cioè pene considerate prescritte da Dio.

Gli Hadith sull’amputazione nelle fonti islamiche

Il Corano non è l’unica fonte a menzionare l’amputazione. Numerosi Hadith riportano episodi, detti o decisioni attribuite a Maometto nei quali il taglio della mano, del piede o di entrambi viene applicato o confermato.

Il ladro punito con taglio progressivo degli arti

Sunan Abu Dawud, Libro 40, numero 4396

Narrato da Jabir ibn Abdullah:

Un ladro venne portato al Profeta. Egli disse: Uccidetelo. La gente disse: Egli ha commesso furto, Apostolo di Allah! Allora egli disse: Tagliate la sua mano.

Così la sua mano destra venne tagliata. Venne portato una seconda volta ed egli disse: Uccidetelo. La gente disse: Egli ha commesso furto, Apostolo di Allah! Allora egli disse: Tagliate il suo piede.

Così il suo piede sinistro venne tagliato. Venne portato una terza volta ed egli disse: Uccidetelo. La gente disse: Egli ha commesso furto, Apostolo di Allah! Allora egli disse: Tagliate la sua mano.

Così la sua mano sinistra venne tagliata. Venne portato una quarta volta ed egli disse: Uccidetelo. La gente disse: Egli ha commesso furto, Apostolo di Allah! Allora egli disse: Tagliate il suo piede.

Così il suo piede destro venne tagliato. Venne portato una quinta volta ed egli disse: Uccidetelo.

Così lo portammo via e lo uccidemmo. Quindi lo trascinammo e lo gettammo in un pozzo con delle pietre sopra di lui.

Questo racconto è particolarmente duro perché presenta una sequenza progressiva: prima la mano, poi il piede, poi l’altra mano, poi l’altro piede, fino all’uccisione. Anche quando una tradizione viene discussa sul piano dell’autenticità, resta comunque significativa perché testimonia il tipo di materiale giuridico e narrativo circolato all’interno della tradizione islamica.

Il versetto sulla guerra contro Allah e il Messaggero

Sunan Abu Dawud, Libro 40, numero 4359

Narrò Abdullah ibn Abbas:

Il versetto “la punizione per coloro che muovono guerra contro Allah e il suo apostolo, e si sforzano con dispetto attraverso la terra è l’esecuzione o la crocefissione, o il taglio delle mani e dei piedi dai lati opposti o l’esilio dal territorio…” è stato rivelato riguardo ai politeisti. Se alcuno di loro si pente prima di essere arrestato, ciò non previene di infliggergli la sanzione prescritta che merita.

Qui il riferimento è direttamente collegato al Corano 5:33. La pena non viene presentata come una semplice misura politica, ma come sanzione collegata alla guerra contro Allah e il suo Messaggero.

Il caso degli uomini di ‘Ukl e ‘Urayna

Uno degli episodi più noti e più problematici è quello degli uomini appartenenti alle tribù di ‘Ukl o ‘Urayna, riportato in diverse raccolte di Hadith. Secondo queste tradizioni, alcuni uomini si recarono da Maometto, furono curati con latte e urina di cammello, poi uccisero il pastore, rubarono i cammelli e apostatarono. La risposta attribuita a Maometto fu durissima.

Sahih Bukhari: mani e piedi tagliati, occhi cauterizzati, morte per sete

Sahih Bukhari, Volume 4, Libro 52, numero 261

Narrò Anas bin Malik:

Otto uomini della tribù di ‘Ukil giunsero al Profeta e trovarono il clima di Medina inadatto per loro. Così dissero: “O Apostolo di Allah! Forniscici del latte.” L’Apostolo di Allah disse: “Vi consiglio di unirvi ai pastori dei cammelli.” Così questi andarono e bevvero del latte e dell’urina dei cammelli come medicina, finché non divennero grassi e in salute. Quindi uccisero il pastore e portarono via i cammelli, e divennero infedeli dopo essere stati musulmani.

Quando il Profeta fu informato da una persona che gridava chiedendo aiuto, mandò alcuni uomini all’inseguimento, e prima che il sole fosse alto questi gli furono portati innanzi, ed egli fece tagliare loro mani e piedi. Quindi chiese dei chiodi, che vennero scaldati e passati sopra i loro occhi, e furono lasciati in Harra. Domandarono dell’acqua, e nessuno gliene fornì finché non morirono.

Il racconto è particolarmente crudo: non si limita all’amputazione, ma parla anche di occhi bruciati con chiodi arroventati e di persone lasciate morire senza acqua.

Sunan Abu Dawud, Libro 40, numero 4356

Narrò Abdullah ibn Umar:

Alcune persone razziarono i cammelli del Profeta, li portarono via, e apostatarono. Uccisero il mandriano dell’Apostolo di Allah che era un credente. Lui mandò delle persone a inseguirli e furono catturati. Fece loro tagliare le mani e i piedi, e cavare gli occhi. Il versetto riguardante il combattere contro Allah e il Suo Profeta fu allora rivelato.

Anche questa versione collega l’episodio al versetto coranico sulla guerra contro Allah e il Messaggero.

Sunan Abu Dawud, Libro 40, numero 4357

Narrò Abu az-Zinad:

Quando l’Apostolo di Allah tagliò le mani e i piedi di coloro che rubarono i suoi cammelli e a cui furono cavati gli occhi col fuoco di chiodi riscaldati, Allah lo rimproverò a riguardo di tale azione, e Allah, l’Esaltato, rivelò: “La punizione di coloro che muovono guerra contro Allah e il suo apostolo e si sforzano con dispetto attraverso la terra è l’esecuzione o la crocefissione.”

Questo Hadith è interessante perché introduce anche l’idea di un rimprovero divino riguardo al trattamento inflitto. Tuttavia, ciò non cancella il punto centrale: il racconto conserva comunque l’episodio dell’amputazione e dell’accecamento con il fuoco all’interno della tradizione islamica.

Hadith sul taglio della mano al ladro

Accanto agli episodi più estremi, vi sono numerosi Hadith che confermano il principio del taglio della mano per furto.

Il ladro che confessa e viene amputato

Sunan Abu Dawud, Libro 40, numero 4367

Narrò Abu Umayyah al-Makhzumi:

Un ladro che ammise di aver commesso furto fu portato dal Profeta, ma niente gli venne trovato addosso. L’Apostolo di Allah gli disse: “Io non penso che tu abbia rubato.” Lui disse: “Sì, l’ho fatto.” Lo ripeté due o tre volte. Allora diede ordini. La sua mano fu tagliata e fu poi portato da lui. Lui disse: “Chiedi il perdono di Allah e volgiti a lui in penitenza.” Lui disse: “Chiedo il perdono di Allah e mi rivolgo a lui in penitenza.” Lui, il Profeta, disse allora: “O Allah, accetta il suo pentimento.”

Il pentimento, in questo racconto, arriva dopo l’esecuzione della pena corporale. La dimensione spirituale non elimina quindi la sanzione fisica.

Il furto di oggetti di scarso valore

Sahih Bukhari, Volume 8, Book 81, Number 791

Narrò Abu Huraira:

L’Apostolo di Allah disse: “Allah maledice il ladro che ruba un uovo o un elmo per cui la sua mano deve essere tagliata, o che ruba una fune, per cui la sua mano deve essere tagliata.”

Sahih Bukhari, Volume 8, Book 81, Number 774

Narrò Abu Huraira:

Il Profeta disse: “Allah maledice un uomo che ruba un uovo e a cui viene tagliata la mano, o ruba una corda e a cui viene tagliata la mano.” Al-A’mash disse: “Si era soliti interpretare il Baida come un elmo di ferro, e si era soliti pensare che la fune potesse costare poche dirham.”

Questi Hadith vengono spesso spiegati dai commentatori islamici precisando che non si tratterebbe necessariamente di un semplice uovo alimentare, ma di un elmo, e che la corda avrebbe comunque un certo valore. Resta però il dato essenziale: il principio dell’amputazione per furto viene riaffermato in maniera netta.

La donna Makhzumiya e il rifiuto dell’intercessione

Sahih Bukhari, Volume 8, Book 81, Number 779

Narrò ‘Aisha:

I Quraysh si preoccuparono molto per la donna Makhzumiya che commise furto. Dissero: “Nessuno può parlare in favore della donna all’Apostolo di Allah e nessuno osa farlo eccetto Usama, che è il favorito dell’Apostolo di Allah.” Quando Usama parlò all’Apostolo di Allah riguardo quel fatto, l’Apostolo di Allah disse: “Stai intercedendo con me per violare una delle punizioni legali di Allah?” Poi si alzò e si indirizzò al popolo, dicendo: “O gente! Le popolazioni prima di voi si sviarono perché, se una persona nobile commetteva furto, erano solite lasciarla andare, ma se una persona debole tra loro commetteva furto, erano solite infliggere la punizione legale su di lei. Per Allah, se Fatima, la figlia di Maometto, avesse commesso furto, Maometto taglierebbe la sua mano!”

Questo Hadith è importante perché presenta il taglio della mano non come una misura occasionale, ma come una “punizione legale di Allah” che non dovrebbe essere sospesa per favoritismi sociali o familiari.

La soglia del quarto di dinar

Sahih Bukhari, Volume 8, Book 81, Number 780

Narrò ‘Aisha:

Il Profeta disse: “La mano deve essere tagliata per aver rubato qualcosa che vale un quarto di dinar o di più.”

In questo caso viene indicata una soglia minima di valore. Ciò mostra che la tradizione giuridica islamica non si limita a enunciare astrattamente la pena, ma discute anche le condizioni della sua applicazione.

Amputazione e sharia: il punto centrale

Quando si parla di amputazione nell’Islam, spesso si tenta di spostare la discussione sul piano emotivo: “non tutti i musulmani la applicano”, “oggi molti musulmani la rifiutano”, “serve il contesto”, “è una misura storica”, “non rappresenta l’Islam moderno”.

Ma il punto dell’analisi delle fonti è un altro. La domanda non è se ogni musulmano contemporaneo voglia personalmente amputare qualcuno. La domanda è se questa pena sia presente nelle fonti islamiche tradizionali. E la risposta, leggendo Corano e Hadith, è chiaramente sì.

Il Corano 5:38 prevede il taglio della mano per il ladro e la ladra. Il Corano 5:33 prevede, tra le pene per chi fa guerra ad Allah e al Suo Messaggero, anche il taglio di mano e piede da lati opposti. Gli Hadith, a loro volta, riportano episodi nei quali Maometto ordina o approva l’amputazione come pena.

Conclusione: una pena prevista dalle fonti, non una deformazione polemica

L’amputazione di mani e piedi non è un’invenzione dei critici dell’Islam. È una pena presente nel testo coranico, ripresa negli Hadith e discussa dalla giurisprudenza islamica classica.

Naturalmente, nel mondo contemporaneo esistono musulmani che cercano di reinterpretare, limitare o superare queste pene. Ma questo non cambia il dato storico e testuale: le pene corporali islamiche, compresa l’amputazione, fanno parte delle fonti tradizionali dell’Islam.

Il problema, quindi, non è “demonizzare” i musulmani comuni, molti dei quali nemmeno conoscono davvero queste fonti. Il problema è molto più serio: quando si studiano Corano, Hadith e sharia classica, l’immagine dell’Islam come semplice “religione di pace” entra inevitabilmente in crisi.

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