Avete mangiato? Adesso fuori: quando Allah libera casa a Maometto

Siete invitati a casa del Profeta? Bene. Andateci pure. Mangiate. E appena avete finito, levatevi dai piedi.

Era dura la vita per un profeta come Maometto. Soprattutto quando, a pasto concluso, doveva liberarsi degli ospiti che lui stesso aveva invitato, per potersi finalmente ritirare “in privato” con Aisha e le altre mogli.

Un uomo con tali “doveri” non poteva certo permettersi di perdere tempo in chiacchiere oltre il minimo indispensabile. Il problema, però, era delicato: come sbarazzarsi degli ospiti senza apparire scortese?

Soluzione semplice e divina. Basta una “RIVELAZIONE” che faccia il lavoro sporco al posto suo. Ed eccola arrivare.


Corano:

«O credenti, non entrate nelle case del Profeta, a meno che non siate invitati per un pasto e dopo aver atteso che il pasto sia pronto. Quando poi siete invitati, entrate; e dopo aver mangiato andatevene senza cercare di rimanere a chiacchierare familiarmente. Ciò è offensivo per il Profeta, ma ha vergogna di [dirlo a] voi, mentre Allah non ha vergogna della verità.»

(Corano 33:53)

Il Profeta, a quanto pare, era troppo educato per cacciare gli ospiti di persona. Allah, invece, non aveva problemi di galateo. E il contesto tramandato dalle stesse fonti islamiche rende la scena grottesca.

Sahih al-Bukhari 4791 e Sahih al-Bukhari 4793 collegano infatti il versetto al banchetto per il matrimonio di Maometto con Zaynab bint Jahsh. Gli invitati arrivano, mangiano e se ne vanno. Tutti tranne tre, che rimangono comodamente seduti a chiacchierare.

Maometto prova a far capire che la festa è finita. Si alza. Esce. Torna. Loro sono ancora lì. Esce di nuovo. Ancora chiacchiere. Una situazione drammatica, evidentemente degna dell’intervento del Creatore dell’universo.

Finalmente i tre si decidono ad andarsene e arriva la disposizione celeste: quando avete mangiato, disperdetevi e non trattenetevi a conversare.

Altro che tavole della Legge. Qui la rivelazione scende praticamente per dire: «Avete finito? Fuori.»

E Bukhari 4793 aggiunge un particolare notevole: mentre i tre continuavano imperterriti a parlare, Maometto uscì, andò verso l’abitazione di Aisha e passò anche dalle abitazioni delle altre mogli. Tornò e i tre erano ancora lì.

Pover’uomo. Una casa piena di mogli e tre tizi che non capiscono quando è il momento di togliere il disturbo.

Il Corano non dice, naturalmente, che Maometto volesse mandarli via per dedicarsi immediatamente alle sue prestazioni coniugali. Ma quando si passa alle tradizioni sulla sua vita matrimoniale, il quadro diventa comunque piuttosto… movimentato.

Hadith:

Narrava Anas ibn Malik: «Il Profeta aveva rapporti sessuali con tutte le sue mogli in una sola notte».

Qatada gli chiese: «Ma il Profeta ha la forza per fare tutto questo?».

Anas ibn Malik rispose: «Noi dicevamo sempre che il Profeta aveva la forza di trenta uomini».

(Sahih al-Bukhari 5215 – Sahih al-Bukhari 268)

Nove mogli in una notte secondo Bukhari 5215. Una presunta “forza di trenta uomini” secondo Bukhari 268. Insomma, con simili turni di lavoro è comprensibile che le conversazioni dopo cena dovessero essere ridotte allo stretto indispensabile.

Ma la faccenda delle rivelazioni sorprendentemente utili alla vita privata del Profeta non finisce affatto con gli ospiti. Pochi versetti prima, nella stessa sura, il Corano si occupa dettagliatamente anche dei privilegi matrimoniali di Maometto.

In Corano 33:50 vengono previste per lui possibilità matrimoniali particolari, comprese donne credenti che si offrano al Profeta qualora egli desideri sposarle, con una precisazione decisamente interessante: si tratta di una concessione riservata a lui e non agli altri credenti.

La rivelazione universale, evidentemente, aveva anche una sezione “condizioni speciali per il titolare”.

Un meccanismo che abbiamo già visto in altri casi di rivelazioni sorprendentemente utili agli interessi personali di Maometto.

Poi arriva Corano 33:51, che gli permette di rimandare il turno delle mogli che vuole, accogliere quelle che vuole e richiamare quelle precedentemente messe da parte. Ed è qui che entra in scena Aisha.

Perché a notare la singolare puntualità con cui il cielo sembrava intervenire nei desideri privati di Maometto non è soltanto qualche perfido critico moderno. Secondo Sahih al-Bukhari 4788, dopo la rivelazione di 33:51 Aisha disse a Maometto:

«Mi sembra che il tuo Signore si affretti a soddisfare i tuoi desideri.»

Sahih al-Bukhari 4788

È difficile migliorare una battuta del genere. Non l’ha scritta un polemista occidentale. Non l’ha inventata un sito “islamofobo”. La tradizione la mette direttamente in bocca ad Aisha.

Persino dentro casa, insomma, qualcuno sembrava aver notato che il servizio divino era particolarmente rapido quando si trattava delle esigenze del Profeta.

Ricapitoliamo. Tre invitati hanno già mangiato ma continuano a chiacchierare. Maometto non riesce a mandarli via direttamente. Arriva una rivelazione che ordina agli ospiti del Profeta di mangiare e poi disperdersi. Nella stessa sura compaiono disposizioni matrimoniali specificamente dedicate a lui. Aisha, secondo Bukhari, osserva che il suo Signore sembra affrettarsi a soddisfarne i desideri. E altre tradizioni ci raccontano di nove mogli in una sola notte e di una fantomatica forza equivalente a quella di trenta uomini.

Una rivelazione per liberare la casa. Una serie di rivelazioni per organizzare mogli, turni e privilegi. E una forza da trenta uomini per non lasciare inutilizzato tutto quel tempo finalmente recuperato.

Rivelazione universale? Forse. Ma leggendo queste fonti, a tratti sembra soprattutto un servizio divino di assistenza domestica, matrimoniale e sessuale su misura per il Profeta.

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