Al-Qarawiyyin e Al-Azhar non erano università: il mito sfatato

Le più antiche “università” del mondo islamico: un mito da sfatare

L’Università di Bologna, fondata nel 1088, rappresenta la prima università del mondo in senso proprio. Fu qui che nacque il modello della universitas: una corporazione autonoma di maestri e studenti, dotata di statuti propri, capace di negoziare con papi, imperatori e autorità comunali, e di conferire gradi accademici riconosciuti (licentia docendi). Questo modello bolognese definì per secoli l’istituzione universitaria e si diffuse in tutta Europa.

Prima di allora, i centri di insegnamento superiore nel mondo erano prevalentemente precettori privati, scuole religiose o circoli filosofici attorno a un maestro. È in questo panorama che sorgono al-Qarawiyyin di Fès (859 d.C.) e Al-Azhar del Cairo (970 d.C.), spesso presentate in narrazioni islamocentriche come “le università più antiche del mondo”. Questa affermazione costituisce un ritocco storico.

Al-Qarawiyyin nacque come moschea e rimase per oltre undici secoli una madrasa: un’istituzione dedicata principalmente alla formazione di ulema attraverso lo studio del Corano, della sharia e della grammatica araba. Solo nel 1963, dopo l’indipendenza del Marocco, fu trasformata per decreto in università statale moderna. Fino ad allora non possedeva le caratteristiche di un ateneo nel senso bolognese.

Lo stesso vale per Al-Azhar: fondata come centro di propaganda ismailita, rimase una madrasa fino al XX secolo. Solo nel 1961 fu riorganizzata da Nasser con l’aggiunta di facoltà secolari. Prima di allora era un’istituzione religiosa, non un’università laica e autonoma.

Differenza tra madrasa e Università di Bologna: perché non sono la stessa cosa

e madrasse islamiche insegnavano il Corano, la sharia e, in misura limitata, alcune discipline ausiliarie. Tuttavia mancavano completamente gli elementi istituzionali che resero unico il modello nato a Bologna:

  • Autonomia corporativa — A Bologna maestri e studenti formavano una corporazione giuridica indipendente. Le madrasse dipendevano dai waqf e restavano sotto il controllo dei governanti o degli ulema.
  • Metodo critico — A Bologna il diritto romano veniva studiato con approccio filologico e interpretativo, favorendo il dibattito razionale. Nelle madrasse il sapere rimaneva interamente subordinato alla rivelazione coranica.
  • Universalità e certificazione — L’università europea certificava il sapere attraverso gradi riconosciuti. Le madrasse erano orientate quasi esclusivamente alla formazione di religiosi.

Come ha dimostrato lo storico Toby E. Huff, le madrasse islamiche non svilupparono mai il concetto di corporazione autonoma né un sistema di certificazione universale del sapere, rimanendo subordinate al primato della sharia e della teologia.

Esistevano altri centri di insegnamento prima delle madrasse islamiche, ma nessuno di essi si trasformò in un’università nel senso bolognese: laico, corporativo e basato sul dibattito critico.

Il Guinness dei Primati e l’UNESCO possono definire al-Qarawiyyin “la più antica istituzione educativa continua” se si intende una moschea-scuola coranica. Equipararla all’Università di Bologna significa confondere una scuola religiosa con un ateneo moderno. È un ritocco storico, non un’analisi oggettiva.

Chi usa il mito delle università islamiche più antiche (e perché)

Questa narrazione è oggi molto diffusa, sia nel mondo musulmano sia in Occidente. Tra i musulmani viene spesso utilizzata in modo consapevole e strumentale per alimentare un orgoglio identitario e controbattere alla percezione di arretratezza contemporanea.

In Occidente l’argomento viene ripreso da media, ambienti multiculturali e alcuni accademici impegnati nella “decolonizzazione” della storia. Talvolta per semplificazione, altre volte per motivi ideologici. In entrambi i casi si occulta la differenza qualitativa tra madrasa e università, alimentando un islamocentrismo consolatorio.

Perché la differenza tra madrasa e università spiega l’arretratezza scientifica islamica oggi

La nascita dell’Università di Bologna creò uno spazio protetto per il dibattito razionale, separando parzialmente il sapere dalla rivelazione. Questo modello divenne il motore della rivoluzione scientifica, dell’Illuminismo e della Rivoluzione Industriale in Europa.

Nel mondo islamico tale frattura non si verificò. Le madrasse, legate al sistema del waqf e al primato assoluto della sharia, non generarono istituzioni autonome capaci di sostenere un progresso scientifico cumulativo svincolato dal consenso religioso.

Oggi, con oltre 2 miliardi di musulmani (più del 25% della popolazione mondiale), il contributo del mondo islamico alla scienza e all’innovazione resta modesto:

  • Le riviste scientifiche arabe rappresentano meno dell’1% di quelle indicizzate globalmente.
  • Bassa quota di pubblicazioni di alto impatto e brevetti rispetto alla popolazione.
  • Spesa in Ricerca e Sviluppo generalmente sotto l’1% del PIL nella maggior parte dei paesi OIC.

Le università moderne del mondo arabo-musulmano soffrono ancora di interferenze religiose e basso output di ricerca originale, mentre molte madrasse producono competenze quasi esclusivamente religiose.

L’islamocentrismo insiste nel presentare al-Qarawiyyin e Al-Azhar come prova che “l’Islam aveva già le università”. Si tratta di una narrazione consolatoria: proprio perché quelle istituzioni non erano università nel senso bolognese — autonome, critiche e parzialmente laiche — il mondo islamico non ha sviluppato l’ecosistema istituzionale necessario per la scienza moderna.

L’avanguardia occidentale è il risultato di una scelta compiuta a Bologna più di novecento anni fa: privilegiare l’autonomia del sapere rispetto al dogma religioso. Una scelta che il mondo islamico, per ragioni teologiche e istituzionali profonde, non ha mai compiuto pienamente.

Le moschee-scuole del Medioevo islamico non sono state la culla della modernità scientifica. Quella culla è stata europea, a partire dall’Università di Bologna. Ignorare questa distinzione non aiuta a comprendere la storia né a spiegare l’arretratezza relativa del mondo islamico contemporaneo.

3 Risposte

  1. Ort ha detto:

    Ciao, da quel che so anche l’UNESCO afferma che quella marocchina sia l’università più antica. Inoltre non capisco perché quella di Bologna sia la prima. Che innovazione ha portato? Altri dicono che addirittura in India vada ricercata la prima università, come nalanda, o le scuole greche ed egiziane
    Grazie per un’eventuale risposta

    • islamicamentando ha detto:

      L’Università di Bologna è spesso considerata la più antica università nel senso moderno. Fondata intorno al 1088, fu la prima istituzione ad adottare la struttura e l’organizzazione che oggi identifichiamo con un’università. Introdusse l’idea di una facoltà, la possibilità di conferire gradi accademici, e una certa autonomia accademica

    • Luca ha detto:

      Basta leggere l’articolo per avere tutte le risposte.

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